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Canale: i ponti sulla tangenziale “chiudono” al traffico pesante

Decisioni nette, a Canale, riguardo i ponti passanti per la strada provinciale 929: ossia, quella corrente sulla “tangenziale” di corso Rodilhan. Dalla mezzanotte di giovedì scorso è infatti in vigore un’ordinanza dell’amministrazione cuneese, competente per questo tratto, e valevole dalla rotatoria d’immissione nella zona artigianale di località Torretta e sino a quella d’incrocio con via Torino. Cioé all’altezza della zona che informalmente, qui, tutti chiamano “i bronx”. Ecco, non l’aveva ancora mai scritto nessuno: ma così è. Il tutto parte da una serie di segnalazioni del Comune, cui era seguita una serie di sopralluoghi mirata a verificare lo stato di integrità dei ponti stessi. Risultato? Il divieto di transito ai veicoli o complessi di veicoli aventi massa complessiva superiore a 44 tonnellate.

Si tratta di un provvedimento-limite, per la verità: che, in sostanza, va a coinvolgere “solo” i trasporti eccezionali e le autobetoniere, dal momento che (normalmente) gli stessi Tir a cinque assi risultano al limite di questa soglia. «Siamo consapevoli del disagio che questa situazione porterà, ma si tratta di un’esigenza volta a garantire la sicurezza dei cittadini», hanno fatto sapere gli amministratori comunali, tramite i social. Generando anche un po’ di confusione nella popolazione nella fase comunicativa: attribuendo letteralmente l’origine di questa determinazione allo stato di cattiva manutenzione del ponte di Corso Rodilhan che attraversa corso Alba, in prossima del mobilificio Ma­soero-Icardi.

Ma, allo stesso tempo, pubblicando le immagini dell’altro attraversamento passante sopra l’abitato in corrispondenza del sommo delle case: ossia, quello posto sopra via Santo Stefano Roero. La serie di perplessità è proseguita con le dichiarazioni relative alla già avvenuta posa della specifica segnaletica volta a indicare il divieto. La quale, onestamente, non è avvenuta all’inizio del periodo di entrata in vigore dell’ordinanza: una lacuna non addebitabile al Comune, certo, ma che ha fatto disattendere comunque il divieto dagli ignari camion “pesanti” che sono passati lì nella mattinata di giovedì. In ultimo, c’è una nota in odore di memoria storica recente: i ponti canalesi, e in particolare quello su corso Alba, erano stati oggetto di controllo all’indomani del crollo del “Ponte Morandi” di Genova, allorché in tutta la Penisola si era aperta una vera e propria (legittima) caccia alle magagne su simili manufatti.

L’attenzione si era concentrata qui per via della memorabile escoriazione risalente a più di trent’anni fa, e causata all’epoca dall’impatto di un cassonato. Era il 2018, e in tale frangente erano stati esclusi pericoli di staticità di questo cavalcone: ora, evidentemente, qualcosa è cambiato. Viva la prudenza, in ogni caso.

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Redazione Corriere

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