Alba: anche l’amministrazione sostiene il progetto “L’autoemoteca va a scuola” dell’Avis

ALBA – L’amministrazione albese ha deciso di sostenere il nuovo progetto“L’autoemoteca va a scuola” dell’Avis comunale di Alba, nato per sensibilizzare gli studenti maggiorenni degli istituti superiori della città e «arruolare» giovani donatori. Dopo il confronto in classe sui temi della donazione, i ragazzi hanno la possibilità di mettere subito in pratica quanto appreso attraverso il prelievo da fare, con il supporto del personale medico e sanitario, nell’autoemoteca dell’Avis parcheggiata a scuola. La stessa che, immatricolata negli anni Settanta, assicura anche i prelievi in 10 dei 18 gruppi dislocati sul territorio di Langhe e Roero. Dopo quasi 50 anni di servizio e nonostante l’accurata manutenzione, oggi non possiede più i requisiti necessari: per questo l’associazione ha deciso di sostituirla e acquistarne una nuova, anche grazie al contributo di enti e alle donazioni di cittadini.

Il sindaco Carlo Bo: “Apprezziamo il lavoro della sezione comunale di Alba che provvede ogni anno alla raccolta di oltre 4300 sacche di sangue e che cerca di coinvolgere anche donatori più giovani per garantire il ricambio generazionale. Per questo abbiamo assicurato al sodalizio e al suo presidente incontrato questa settimana il nostro supporto, facendoci promotori della raccolta fondi per il nuovo mezzo e del progetto scuola”.

L’autoemoteca è fondamentale per continuare ad assicurare il servizio capillare di raccolta nei comuni e per portare avanti il progetto nelle scuole – conferma il presidente dell’Avis di Alba Giuseppe Ferraro -. Confidiamo che tutti gli Enti, pubblici e privati, nonché i semplici cittadini che hanno a cuore il servizio svolto dal nostro sodalizio, possano aiutarci a far fronte alla spesa necessaria per l’acquisto”.

Anche in questo difficile periodo di emergenza sanitaria provocata dal Covid-19, l’Avis di Alba, come le altre associazioni di donatori, sta continuando a garantire la raccolta di sangue, nel rispetto delle norme di sicurezza date a livello nazionale e a livello regionale e delle direttive del Centro Nazionale del Sangue (CNS) e dell’Avis nazionale per far fronte, senza sosta, alle richieste dei centri di raccolta, in media per circa 1800 pazienti al giorno.

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